LE CITTA' DELLE SPADE
Le spade sono sempre state circondate da un alone di mistero e superstizione sicuramente dato in parte dall'oscurità in cui lavoravano i fabbricanti e dai metodi segreti che venivano tramandati da maestro ad allievo.
Nel Medioevo Milano e Augusta divennero famose per l'abilità degli artigiani nella tempra del metallo ma i centri più conosciuti per la produzione di spade rimasero Damasco, Toledo e Solingen.
Non starò a dilungarmi sulla fabbricazione della lama che affronterò in un'altro articolo.
DAMASCO
Damasco deve il suo primato di produttore di lame grazie all'uso già in epoche antiche di particolari altiforni che permettevano la lavorazione del materiale (ricco di carburo di ferro) a temperature superiori ai 2500°C , da qui il particolare detto damaschinatura .
La produzione damaschena si interruppe a fine XV secolo, si crede per mutamenti nella tipologia del commercio e per la scarsità di lingotti adatti alla produzione di spade.
TOLEDO
Toledo è stato da sempre un punto di riferimento per la produzione di spade, sin dalle invasioni romane della penisola iberica che contribuirono alla sostituzione del gladio a lama piatta e pesante con la più efficace spada di tipo iberico.
Alla fine dell'impero romano si ebbe un periodo di stasi sotto il dominio dei visigoti che fini nel 711 con l'invasione araba che riportò la produzione di Toledo ai massimi livelli anche grazie
all'importazione delle tecniche degli artigiani damasceni.
Nel 1470 arriva a Toledo il più famoso maniscalco e spadaccino dell'epoca Julian del Rey, detto "il Moro", intimo amico di re Ferdinando D'Aragona il sovrano che aveva unificato la Spagna.
Grazie alla sua perizia da quel periodo le spade toledane più rinomate portarono il suo marchio un cagnolino, erroneamente scambiato per una volpe.
In seguito alla crisi economica del 1680 si ha un declino della produzione che avrebbe portato alla scomparsa delle botteghe se non fosse stato per re Carlo III che nel 1760 incarica l'ultimo degli armaioli spagnoli, ormai alla soglia dei settantanni, tale Luis Calixto di rifondare la scuola dei fabbricanti di spade toledani.
SOLINGEN
Solingen ormai cittadina dimenticata, ebbe una grande importanza nella storia per la sua produzione di spade.
Fondata in una zona ricca di miniere ferrose e grazie alla decisione dei Cavalieri di san Giovanni di stabilirsi nella zona l'attività dei suoi fabbri prese con il tempo sempre maggiore importanza.
Denominata nel XV secolo "città delle spade" vide un rapido sviluppo delle officine munite di macchinari a energia idraulica, il marchio di queste spade era il motto "me fecit solingen" e un lupo stilizzato.
Le corporazioni crearono un circolo chiuso al cui interno gli artigiani dovevano rispettare regolamenti molto restrittivi e il più assoluto silenzio verso l'esterno.
La stessa chiusura della corporazione portò al suo disfacimento, molti artigiani stanchi degli eccessivi regolamenti si trasferirono all'estero fondando così in nuove zone delle fabbriche che entrarono in concorrenza con Solingen.
La produzione comunque sopravvisse nei secoli, grazie prima alla guerra dei trent'anni (1618-1648) e in seguito alle guerre napoleoniche.
Con l'avvento della rivoluzione industriale a metà dal XIX secolo e la produzione delle lame a macchina si ha l'inizio del declino della cittadina, declino risollevato in parte da ordinativi di armi artigianali per diplomatici , uomini di stato e ufficiali di tuttol il mondo.
Nel 1933 a un professore dell'istituto tecnico di Solingen viene affidato il disegno del prototipo dell'arma perr le SA e le SS, nel 1934 iniziarono i primi ordinativi e per tutto il primo periodo nazista la cittadina realizzò spade e daghe per tutti gli ufficiali tedeschi, così fino ai primi bombardamenti alleati.
Con la resa nazista, gli stabilimenti vennero distrutti e le armi prodotte schiacciate dai carri armati alleati.
BIBLIOGRAFIA
G. di Crollalanza, 1876-1877, Enciclopedia araldico-cavalleresca, presso la direzione del Giornale araldico, Pisa
E. Oakeshott, ristampa 2004 , Records of the Medieval Sword , Boydell Press.
E. Oakeshott, 1964 , The Sword in the Age of Chivalry , Lutterworth.
E. Oakeshott, 1980 , European Weapons and Armour: From the Renaissance to the Industrial revolution , Lutterworth.
D. Collura , 1980, Cataloghi del museo Poldi Pezzoli Armi e Armature, Milano
C. De Vita , 1983 , Dizionari Terminologici "Armi Bianche dal Medioevo all'Età Moderna", Ed.Centro Di, Brescia