medioevo, ricostruzione medievale, compagnia del leone, ricostruzione storica, reenactement, medioevale, rinascimento italiano, gruppo storico, scherma medievale, eventi storici, cultura materiale,COMPAGNIA DEL LEONE, associazione culturale che si occupa di ricostruzione storica periodo tardo medioevo e primo rinascimento italiano. Creazione di spaccati di vita medievale civile e militare, scherma medievale, archeologia sperimentale.
compagnia del leone, ricostruzione medievale, scherma, medioevo, eventi storici, condottieri, medioevale, rinascimento italiano, ricostruzione storica, scherma, forli, gruppo storico, flos duellatorum, spada, ewart oakeshott, oakeshott, crollalanza, polibio, elso, pomo, lama,lancia, cavalleria pesante, lanza, barbuta, palvesai, schioppettieri, Muzio Attendolo, Braccio da Montone, quattrocento, quattrocentesco, rinascimentale, soldo, aragona, stato della chiesa, repubblica di firenze, repubblica di venezia, ducato di milano, condotta, prestanza, colaterali, compagnie di ventura, provisionati, lanze spezzate,
flos duellatorum, roberto da san severino, ricostruzioni storiche, fotografie medievali, armature, armatura, celata, scudi, rotelle, 1475, 1495, forl', forum livii, caterina sforza, sforza.
1440
Segue in Toscana Niccolò Piccinino. E' catturato nella battaglia di Anghiari. Passa al servizio di Francesco Sforza e combatte in Lombardia per i veneziani. Segue Giovanni Sforza ed è sconfitto e fatto prigioniero dal Piccinino a Chiari.
1443
E' preposto alla guardia di Rocca Contrada (Arcevia) nell'agosto viene assalito dal Piccinino, difende validamente Arcevia: alla fine deve capitolare per il blocco del rifornimento idrico effettuato dagli avversari e si rifugia a Rimini.
Nel 1447 ha dal principe di Salerno Roberto da San Severino la conferma dell'investitura di Corneto. Fronteggia i fiorentini in Toscana. Nell'ottobre dello stesso anno passa al soldo della Repubblica Ambrosiana. E' inviato dallo Sforza, con Carlo di Campobasso, a prendere possesso di Pavia; Matteo da Bologna vuole consegnare la cittadella personalmente nelle mani dello Sforza che vi si deve recare. Da novembre a dicembre si trova all'assedio ed all' occupazione di Piacenza.
Insieme a Manno Barile nel 1448, passa alla difesa di Cremona alla testa di una banda di cavalli per poi assediare Caravaggio con Antonello da Corneto, si distingue in un attacco portato da balestrieri e schioppettieri milanesi e tedeschi contro il campo nemico. Prende parte alla battaglia di Caravaggio. Con Corrado da Fogliano (fanti e 4 squadre di cavalli), difende inizialmente le trincee del campo tenute da Moretto da San Nazaro; si segnala pure nell'espugnazione degli alloggiamenti veneziani, che conduce sempre con il Fogliano.
Nel 1449 sempre sotto le insegne degli sforza assedia Milano. Si colloca con Amerigo, Bernabò e Francesco da San Severino prima al monastero di Baggio e poi alle porte Vercellina e Comasina. Con Giovanni Ventimiglia e Franchino Rusca, penetra con 4000 armati nella valle di Lugano ed obbliga Giovanni della Noce a rinserrarsi in Como. Con 1000 cavalli ed altrettanti fanti, entra in Pizzighettone con l'aiuto dei due castellani Antonio ed Ugolino Crivelli; vi cattura 500 cavalli e 300 fanti, lasciativi da Francesco e Jacopo Piccinino. Alla firma della pace tra la Repubblica Ambrosiana con la Serenissima (prima che inizino le ostilità tra lo Sforza ed i veneziani), si collega con Giovanni, Stefano e Gioffredi Marliani ed insieme con costoro ha per trattato il castello di Trezzo sull' Adda, alla cui guardia sono deputati Bonifacio, Roberto e Isopino Villani. Da qui passa con Onofrio Rufaldo (6 squadre di cavalli e molti fanti ) a recuperare Monte Calco in Brianza, occupato di sorpresa da Matteo da Sant'Angelo con un contingente di fanti veneziani. Sale il monte con un lungo giro; ne conquista la cima; sono viceversa respinti i suoi attacchi portati alla chiesa di Sant'Agnese.
Nel 1450 ritorna all'assedio di Milano e si posiziona a Vimercate; blocca la strada ai veneziani ed impedisce loro di vettovagliare la città; dà il guasto al territorio. E' poi distaccato con Giacomo da Salerno ed è inviato sul monte di Brianza per impegnarvi gli avversari con continue scaramucce. Alfine Milano si ribella a favore dello Sforza e, sempre con il Salerno, ha il compito di sorvegliare i movimenti dei nemici, mentre lo Sforza può entrare nella città.
Nel 1452 diventa duca di Milano militando sotto gli sforza. Con Bartolomeo Colleoni batte i veneziani a Genivolta. Con il Colleoni ed Alessandro Sforza, conquista Abbadia Cerreto: molti nemici muoiono nello scontro.
Nel 1453 contrasta Jacopo Piccinino a Castiglione delle Stiviere; si pone al suo inseguimento, quando costui decide di ritirarsi; si dirige verso Carpenedolo e si viene a battaglia con Giannuzzo Guarini, Angelo Conti, Paolo della Rossa e Lazzaro da Pontoglio. E' costretto da Jacopo Piccinino a ritirarsi con Tristano Sforza nel Mantovaano. Affianca lo Sforza nel suo attacco al bresciano. Lascia Pralboino ed occupa i borghi di Ghedi anticipandovi l'azione del Piccinino; con Tiberto Brandolini porta numerosi assalti alla località, scorre il contado fino alle porte di Brescia impossessandosi di un ricco bottino, intercetta convogli di vettovaglie diretti al campo. Nell'agosto tende un agguato a Montirone al Piccinino, batte gli avversari nei pressi di Ghedi e recupera Castelleone, da cui scaccia Matteo da Capua ed Orso Orsini. Solo nell'ottobre si scontra ad Offlaga con il Piccinino, ormai costretto sulla difensiva.
Nel 1454 con la firma del trattato di pace tra i contendenti, attraversa il Sesia e scorre con il Brandolini fino a Vercelli: Bassignana, Valenza ed altri centri ritornano sotto il controllo del duca di Milano. In tre giorni è recuperato quanto i sabaudi occupano da tempo nel novarese e nel pavese.
Nel 1455 si trova nel Bolognanese con il Fogliano, per proteggere il territorio dalle minacce della compagnia del Piccinino ferma in Romagna. A Bologna alloggia all'osteria della Luna; a fine mese si trova verso Cento con Galeazzo Marescotti. Respinge il Piccinino fino sul lago di Bolsena; si collega con i pontifici e sconfigge il Piccinino a Castro al comando di 8000 uomini (2300 fanti). Obbliga il capitano avversario a fortificarsi in un primo momento in un bosco, poi a ritirarsi a Castiglione della Pescaia. Ma l'aria della maremma decima gli eserciti; la mancanza di strame per la cavalleria e le difficoltà nell'approvvigionamento delle truppe prolungano le operazioni senza arrivare ad una soluzione definitiva.
Nel 1458 è insignito dei feudi di Colorno e di Pontecurone dallo Sforza. Concepisce l'idea di un pellegrinaggio in Terrasanta. Si reca a Venezia e vi è accolto con il bucintoro; si incontra con Alessandro Sforza ed il doge; salpa; costeggia la Dalmazia e sbarca a Ragusa, ove è ospitato dal segretario cittadino Bartolomeo Sfondrati. Bordeggia anche l'Albania ed ai primi di giugno visita Durazzo: si indirizza verso Rodi, sfuggendo alle insidie di una nave pirata genovese. Nell'isola alloggia nell'albergo degli italiani, ha un colloquio con il gran maestro dell'ordine gerosolimitano e con il patriarca; prosegue il viaggio verso Israele e sbarca a Giaffa. Tocca Lydda, Gerusalemme ed altri luoghi santi; ad agosto parte da Gaza, entra in Egitto e raggiunge Il Cairo, dove può rendere omaggio al sultano tramite l'ambasciatore di Rodi. A settembre, infine, riprende il viaggio di ritorno incontrando notevoli difficoltà per avere i permessi necessari. Pagati i necessari funzionari, ritorna a Gerusalemme, dove sono rimasti alcuni suoi accompagnatori, e solo verso metà ottobre, con l'arrivo dei venti favorevoli, può allontanarsi da Acri senza alcuna scorta, nonostante il pericolo di incappare in navi corsare. Il viaggio è disagiato sia per la mancanza a bordo di acqua, vino e legna per riscaldarsi, sia perché reduce da una malattia che lo ha delibitato in Palestina. Dopo una navigazione tormentata da numerosi fortunali e dal vento, si imbatte a fine novembre nella flotta dei cavalieri di Rodi, ha un colloquio con il legato pontificio che la comanda, il cardinale Ludovico Scarampo, e può sbarcare nell'isola di Mello. Naviga vicino a Cerigo, sbarca a Modone; vi è una nuova sosta forzata di 22 giorni e solo ai primi di dicembre riprende il viaggio verso l'Italia. Si ferma ad Ancona, ospite di Rosso da Diano che ha militato con lo Sforza; le autorità cittadine lo pregano di intervenire sul rettore della Marca, il cardinale di Pavia Giovanni Castiglione, che protegge il corsaro Giovanni Gattilusio. Tocca Sirolo, Loreto ed a Macerata si incontra con il presule. Fallita nonostante tutto la missione, raggiunge Osimo (ospite di un Guzzoni) ed Ancona.
Nel 1459 è di ritorna a Senigallia, si incontra a Fano con Roberto Malatesta, a Pesaro con Costanzo Sforza, a Rimini con Giovanni Malatesta, Marco Pio e Carlo Pio. Viene quindi a Cesenatico, protetto a distanza dagli uomini di Jacopo Piccinino e di Federico da Montefeltro, in guerra con Sigismondo Pandolfo Malatesta, che gli inviano in dono 2 cavalli; nel corso del viaggio passa per Cervia e Ravenna, dove il podestà Marino Malipiero lo va a trovare al suo albergo. Attraversa il Po di Primaro e per barca è a Chioggia e Venezia, ospite dall'ambasciatore sforzesco. Si incontra ancora con il doge Pasquale Malipiero, si porta a Padova accoltovi da alcuni suoi servitori e dai capitani Ludovico Malvezzi e Francesco da San Severino. Visita la basilica di Sant'Antonio e prosegue per Vicenza (ospite di Antonio da Thiene), Verona e Brescia, dove è ricevuto da Cesare da Martinengo. Ha un ultimo incontro con l'amico Antonio da Martinengo e raggiunge Milano: ad aspettarlo nel borgo della porta Orientale è Gaspare da Vimercate. Da qui, si reca a palazzo atteso dallo Sforza e da altri capitani come Ludovico Gonzaga, Alessandro Sforza, il Monferrato, il Fogliano, Amerigo e Bernabò da San Severino.