Da anni la figura di Roberto San Severino mi appassiona e studiando nel a storia avuto modo di ricostruirne le gesta al di la della "propaganda" dell' epoca, una continua ricerca di documenti che mi ha condotto spesso nei luoghi in cui sono rimaste tracce di questo Condottiero.

In un mio ultimo viaggio sono tornato, per la terza volta, a fare omaggio alla lastra tombale del San Severino, ultima tangibile testimonianza del Condottiero oltre, ovviamente, alla sua armatura conservata presso il Kunsthistorisches Museum di Vienna.
Roberto da San Severino, condottiero veneziano, muore il 10 agosto 1487 annegando nell'Adige durante la Battaglia di Calliano combattuta contro le truppe austriache di Sigismondo d'Austria.

Il suo cadavere viene ritrovato il giorno dopo a valle in un ansa del fiume e portato a Trento dove il Vescovo Principe Udalrico Frundsberg in onore del valoroso nemico ordinò, che fosse onorevolmente sepolto nella Cattedrale.

Da una lettera di Nicolò Sadoletto , oratore Estense, del 1 settembre 1487 (Arch.ST.Mo) :
"Et è ordinato fargli sepoltura honoratissima lì in trento in la chiesa mazore apresso l'altare grande dove è deposito et già gli han facto uno grande cavallo et uno suso per sua memoria cum quella propria armadura, celada et zornea che haveva in campo la quale è sanguinosa"

Nel 1493 la Statua verrà invece sostituita da una lastra tombale per ordine dell'Imperatore Massimiliano I.
Il monumento tombale che si ritrova ancora oggi presso la navata destra del Duomo di Trento è opera dello scultore Lucas Maurus (Luca Moro) e raffigura il Condottiero in armatura, la stessa che lo stesso Imperatore fece trasferire a Vienna come bottino di guerra a memoria della vittoria sui veneziani.

La statua contiene alcuni significati iconografici che indicano la sconfitta del Condottiero e della Repubblica veneziana, quali la Lancia spezzata e lo stendardo con il Leone Alato , simbolo di San Marco patrono di Venezia, capovolto .

A contorno della figura una iscrizione , in carattere gotico, ricorda la vittoria austriaca , così tradotta :
" L'Anno 1487 nel giorno di San Lorenzo l'illustre principe arciduca Sigismondo d'Austria sconfisse i veneziani il cui comandante, il signor Roberto, giace qui sepolto. Che Dio abbia pietà di lui".

Una seconda iscrizione, in latino, invece reca le parole :
MCCCCLXXXVII - ITALAE VICTOR SEVERINA STIRPE ROBERTUS , SIGMUNDUM AUSTRALEM SENSIT IN ARMA DUCEM, TER PROCERES VENETI BELLO PETIERE TRIDENTUM, TER VICTI HIC VICTUS ECCE ROBERTUS ADEST.
Tradotto :
1487 - Roberto della stirpe (famiglia) Severina, vincitore d'Italia, sperimenta tre volte nelle armi il duca austriaco Sigismondo, tre volte i pròceri veneti (intesi come i senatori veneziani) mossero con le armi su Trento, tre volte furono vinti, ecco qui vinto c'è Roberto

Gli stemmi sulla parte superiore della lastra marmorea sono dei duchi d'Austria, di Trento, del Tirolo , del Principato Vescovile e del Vescovo principe Udalrico Frundsberg.

Nel 1498 su richiesta di Ludovico il Moro la salma viene traslata a Milano presso San Francesco in una cappella a lui dedicata, cappella che scomparirà in seguito a rifacimenti della chiesa.